• Conservatorio San Niccolò
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Storia di San Niccolò

sanniccolovecchioNacque come monastero di Suore Domenicane nel 1323 grazie ad un lascito del Cardinale pratese Niccolo’ Albertini.
Il primo nucleo di Suore vi si insediò nel 1328 .

Costruito il primo complesso con gli ambienti monastici essenziali, nel corso del tempo si aggiunsero ampliamenti e modifiche strutturali.

Il 21 marzo 1784 il Granduca Leopoldo di Toscana trasformò il Monastero in Conservatorio affidando alle religiose il compito della formazione culturale e cristiana di fanciulle di nobile ceto.

Per ospitare le collegiali fu attivata dall’architetto Giuseppe Valentini la costruzione di una nuova ala in stile neo-classico di raffinata bellezza.

Dopo la breve soppressione napoleonica del Conservatorio (1808-1814) il Monastero e il Convitto ripresero vigore anche per la fusione con le suore di S. Clemente anch’esse Domenicane.

La saggia opera di Cesare Guasti, Presidente del Conservatorio per un ventennio (1869-1889) permise che, alla tradizione culturale sempre tenuta in onore, si aggiungesse l’apertura di una scuola con ordinamento statale e col tempo ci fu anche l’immissione di alunne esterne.

L’opera educatrice delle Suore incise positivamente su generazioni di “maestre” uscite dall’ Istituto Magistrale di S. Niccolò ed ebbe in Madre Cecilia Vannucchi, figura prestigiosa nel panorama culturale pratese, un modello insuperabile per la formazione umana e cristiana delle nuove generazioni, anche per la sua lucida e moderna apertura rispetto all’evoluzione dei tempi.

Fu sua anche l’iniziativa di creare una biblioteca , ricca oggi di più di 30.000 volumi, posizionata in un ambiente ristrutturato, particolarmente attrezzato per la consultazione e anche suggestivo, in quanto si affaccia sul chiostro Rinascimentale del convento.

A lei e alla comunità, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto durante il periodo della Resistenza, si aggiunse il merito di una accoglienza generosa, indiscriminata e non priva di gravi rischi di un gran numero di persone all’interno del convento.

Oggi Il Conservatorio di S. Niccolò, diventato Fondazione con atto costitutivo del 21 marzo 2006, continua la sua opera culturale ed educativa con i vari ordini di scuola ( Asilo Nido, Scuola Materna, Scuola Elementare, Scuola Media, Liceo Scientifico), sulla scia di una tradizione sempre vitale.

Il complesso monumentale di S. Niccolò sempre più conosciuto e apprezzato per i suoi tesori di storia e di arte è ritenuto uno dei più prestigiosi di Prato in quanto dà lustro alla città e alle varie attività che vi si svolgono all’interno.

 

Cronologia delle opere e degli eventi

 

scala-santaCon la realizzazione del primo nucleo del Convento si edificò la Chiesa Romanica che in origine aveva la navata centrale alta con soffitti a capriate e due laterali ugualmente con coperture lignee; successivamente con la separazione del Coro fu modificata la redazione trecentesca uniformando con grandi vele le volte e ricoprendo gli antichi affreschi con gli attuali del Nannetti. Per dare agio alla vita conventuale , si dette luogo alla costruzione del refettorio antico sopra il quale si trova il corridoio e le attuali celle delle monache, mentre il portico dell’orto di fabbrica servì a sorreggere le successive edificazioni di nuove celle.

Il refettorio antico ha sulla parete di fondo un grande trittico affrescato dell’artista pratese Tommaso di Piero del Trombetto che rappresenta in successione la Madonna delle Carceri, una grande crocifissione e una fustigazione di Cristo alla colonna.

Sui lati e sulla parete di fondo per volontà di Francesco di Marco Datini, fu realizzata una struttura relativa ai tavoli e agli stalli lignei con le sedute per le suore.

 

Attiguo al refettorio antico, una sala più contenuta ma comunque con archi a tutto sesto, ospita la sala del Capitolo o “Aula Capitolare” dive si riunivano le suore con la Priora per discutere dei problemi del Convento.

La redazione della struttura comprende uno splendido soffitto a cassettoni decorato, una parete di fondo sulla quale è affrescato un trittico del Ristori nella cui parte centrale, la crocifissione , ha per sfondo una vista trecentesca della città di Prato.

Il Noviziato al lato della struttura, venne edificato nel periodo rinascimentale; successivamente completato, fu abbellito di affreschi nel periodo neoclassico.

 

Sempre nel rinascimento venne realizzato il Chiostro che sostiene una parte delle celle e tutta la struttura della Biblioteca. Tra i vari refettori il cosiddetto refettorio a Grasso o di S.Domenico ,era utilizzato per le suore con dieta più ricca a causa di convalescenze; sulla parete di fondo un affresco con un’ultima cena con S.Domenico e i confratelli realizzato dal Bocchi nella seconda metà del quattrocento, opera donata da Margherita Datini che vi è rappresentata in basso con la figliastra Ginevra.

 

Sempre percorrendo la porzione del chiostro chiuso, si può accedre alla Spezzeria i cui armadi sono dipinti con paesaggi in toni di azzurri ispirati alle ceramiche di Delft; attigua alla vecchia farmacia, la cosiddetta stanza dei Padri con un tavolo fratino e armadi dipinti in azzurro.

 

Di varie epoche è invece il noviziato che iniziato nel periodo rinascimentale è stato successivamente completato con affreschi sopra le porte delle camere delle novizie.

 

scaloneNel periodo barocco in coincidenza con l’avvento della clausura, la chiesa fu separata dal coro, furono abbassati i soffitti formando delle volte a vela piena così come le finestre furono trasformate dalla classica struttura romanica in una struttura a campana.

Le colonne che sono di serpentino verde di Galceti furono ricoperte di stucco e tinteggiate a finto marmo chiaro mentre il capitello di pietra serena fu ricoperto da una patina dorata.

Nella parte interna del coro fu realizzato il Comunicatoio che permetteva nel periodo di clausura alla suore di ricevere la S.Comunione senza essere viste.

Gli attuali stalli lignei del Coro furono realizzati nei primi del settecento

Con la venuta a Firenze il Granduca Leopoldo di Lorena, furono istituì una serie di Conservatori per dar ricovero e istruzione a varie tipologie di fanciulle e tra questi Il Conservatorio S.Niccolò di Prato fu realizzato per “tenere in serbanza le nobil zitelle”.

Fu incaricato l’architetto pratese Giuseppe Valentini, che realizzò l’ala neoclassica con le sale di rappresentanza al piano terra che successivamente furono affrescate dal pittore pratese Catani; le camere delle ragazze realizzate al secondo piano ospitano attualmente le spaziose aule delle elementari.

 

La struttura scolastica nata con il Conservatorio, ospita attualmente il nido; la scuola dell’infanzia; la scuola primaria; la scuola secondaria di primo grado e la scuola secondaria di secondo grado con il liceo scientifico.

Legalmente il Conservatorio San Niccolò è una Fondazione istituita nel 2006.

 
 
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